giovedì 21 aprile 2016

Canone RAI, condono vecchie cartelle

Termini di prescrizione e sanatoria sulle vecchie cartelle esattoriali di minore importo, anche per mancato pagamento del canone RAI, prevista dalla Legge di Stabilità.



Condono fiscale

Superati i termini di prescrizione, i debiti fiscali si considerano annullati e questo vale anche per quanto riguarda il canone RAI. Inoltre, la Legge di Stabilità 2015 ha previsto una mini sanatoria sulle cartelle Equitalia emesse a partire dal 2000 con importo fino a 300 euro: tra le più diffuse in questo senso, proprio le cartelle esattoriali relative al mancato pagamento del canone RAI.
Per prima cosa, vediamo quando è possibile considerare non più esigibile il pagamento delle cartelle relative alla tassa più evasa dagli Italiani, prima che la riforma 2016 ne associasse il pagamento a quello della bolletta elettrica per correre ai ripari: secondo la normativa vigente, il canone RAI si considera prescritto dopo 10 anni a partire dalla fine di gennaio dell’anno in cui sarebbe dovuto essere corrisposto (Cassazione, sentenza n. 18432/ 2005).

=> Tasse & Co: tempi di prescrizione delle cartelle esattoriali

Inoltre, il comma 688 della Legge di Stabilità 2015 prevede che:
“Alle comunicazioni di inesigibilità relative alle quote di cui al comma 684 del presente articolo si applicano gli articoli 19 e 20 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112, come da ultimo rispettivamente modificato e sostituito dai commi 682 e 683 del presente articolo. Le quote inesigibili, di valore inferiore o pari a 300 euro, con esclusione di quelle afferenti alle risorse proprie tradizionali di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, non sono assoggettate al controllo di cui al citato articolo 19”.
Da sottolineare che l’estinzione del debito sarà automatica, per ottenere il condono non sarà necessario presentare alcuna richiesta.

 => Vai allo speciale sulle cartelle esattoriali

Per chi avesse dubbi sulla retroattività della riforma del Canone RAI, rispondendo al question time in Commissione Finanze della Camera, il viceministro all’Economia, Enrico Zanetti, ha spiegato che per l’Agenzia delle Entrate la presunzione del possesso dell’apparecchio televisivo scatta a partire dal 2016 e non potrà essere utilizzata per eventuali azioni di controllo relative a periodi precedenti, fatte salve le azioni di recupero già intraprese sulla base della normativa previgente.

=> Canone RAI in bolletta senza arretrati

Zanetti ha dunque tranquillizzato  i contribuenti rispetto alle affermazioni rilasciate dal sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, il quale con riferimento al del canone RAI, aveva dichiarato che il corretto pagamento a partire dal 2016 non avrebbe costituito «una sanatoria per le evasioni degli anni precedenti che senza alcuna opposizione risulteranno pienamente sanzionabili, alla stregua di un’autodenuncia o di ammissione del debito», a meno di una esplicita opposizione effettuata inviando comunicazioni relative all’esistenza di un intestatario diverso, o al mancato possesso di apparecchi televisivi.

domenica 10 aprile 2016

Il Senato approva la riforma del terzo settore: i principali contenuti del nuovo testo

L'iter legislativo si è finalmente sbloccato. Ora il DDL tornerà alla Camera dei Deputati, spetterà poi al Governo lavorare sui decreti attuativi
 



  
http://anzianiinformazionionline.blogspot.it/
La legislazione italiana in materia di terzo settore si è sviluppata prevalentemente tra gli anni ’80 e 2000 attraverso provvedimenti orientati a normare singole tipologie di organizzazione. Spesso le leggi sono quindi focalizzate su aspetti specifici - ne sono un esempio la legge 266/1991 sulle organizzazioni di volontariato, il decreto legislativo 460/1997 sulle ONLUS o la legge 64/2001 sul servizio civile nazionale - e in molti casi, avendo più di vent'anni, faticano a regolamentare stiuazioni e rapporti che, nel frattempo, si sono evoluti nel tempo. Per questo, da più parti sono state sollecitate modifiche che potessero migliorare il quadro normativo che regola la vita delle organizzazioni del terzo settore. In questo contributo sintetizziamo brevemente l'iter seguito dalla riforma, lanciata da Renzi ormai due anni fa, e facciamo il punto sui principali contenuti del nuovo testo, approvato il 30 marzo dal Senato, che ora dovrà tornare alla Camera per l'approvazione deifnitiva.

L'iter della riforma

Il 12 aprile 2014, intervenendo al Festival del Volontariato di Lucca il Presidente del Consiglio Matteo Renzi annunciava quindi l'intenzione di avviare una riforma del terzo settorecoinvolgendo tutti i soggetti interessati attraverso una consultazione on line. Il 10 luglio 2014, a un mese dalla chiusura delle consultazioni, avvenuta il 13 giugno, il Consiglio dei Ministri varava il disegno di legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale, presentato poi alla Camera dei Deputati il 22 agosto 2014.
E' iniziato così un complesso iter parlamentare, tuttora non concluso. Alla Camera il DDL viene assegnato alla Commissione Affari Istituzianali, che inizia la discussione del testo avvalendosi anche del contributo, attraverso trentasette audizioni informali, delle organizzazioni di rappresentanza del terzo settore, dei sindacati e di altri attori sociali ed istituzionali. Il 9 aprile 2015 la Camera approva il DDL, che giunge così in Senato il 13 aprile, dove viene assegnato alla Commissione Affari Istituzionali che convoca a sua volta le parti sociali per le audizioni informali. Dopo un lungo stop durato quasi un anno, il testo nelle ultime settimane ha ripreso il suo iter e il 30 marzo 2016 è stato approvato con numerose modifiche.
Ora è previsto che entro maggio il DDL ritorni alla Camera dei Deputati che dovrà approvare le modifiche effettuate dal Senato. Un passaggio che secondo il sottosegretario Bobba sarà meramente formale.

I principali punti della riforma
Il testo approvato dal Senato prevede alcuni elementi di particolare rilievo, che riportiamo schematicamente di seguito:
Formalizzazione del concetto di terzo settore definito come: “il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, so-lidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi. Non fanno parte del Terzo settore le formazioni e le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali e di rappresentanza di categorie economiche.”
Definizione di alcuni criteri generali come la tutela del diritto di associazione, la valorizzazione delle formazioni sociali liberamente costituite, il riconoscimento dell’iniziativa economica privata, assicurare l’autonomia statutaria degli enti, garantire la semplificazione normativa.
Semplificazione e riordino della normativa: si prevede la semplificazione delle norme riguardanti lo statuto civile delle persone giuridiche (Titolo II del Codice Civile) e la stesura di un Codice del Terzo Settore che contenga disposizioni generali applicabili a tutti gli enti, individui le attività di interesse generale svolte dalle organizzazioni del terzo settore e la loro differenziazione tra i diversi tipi di ente, definisca forme e modalità di organizzazione, amministrazione e controllo, preveda il divieto di redistribuzione degli utili, determini le modalità di rendicontazione, verifica, controllo, informazione ispirate alla trasparenza e le modalità di tutela dei lavoratori e della loro partecipazione ai processi decisionali. Il Codice deve inoltre prevedere la definizione del Registro Nazionale del Terzo Settore e le modalità di iscrizione (obbligatoria per numerose categorie di enti) oltre che le forme di partecipazione all’elaborazione delle politiche pubbliche
Revisione della normativa in materia di volontariato e promozione sociale: viene prevista l’armonizzazione della normativa su volontariato e promozione sociale, la promozione del volontariato anche in collaborazione con il sistema scolastico e la valorizzazione dell’esperienza dei volontari in ambito formativo e lavorativo
Revisione della disciplina concernente le imprese sociali: l’impresa sociale viene definita come “organizzazione privata che svolge attività d’impresa per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1 (NdA: il bene comune, ad elevare i livelli di cittadinanza at-tiva, di coesione e protezione sociale, favorendo la partecipazione, l’inclusione e il pieno sviluppo della persona, a valorizzare il potenziale di crescita e di occupazione la-vorativa), destina i propri utili prioritariamente al conseguimento dell’oggetto sociale nei limiti di cui alla lettera d) (NdA: nei limiti massimi previsti per le cooperative a mutualità prevalente), adotta modalità di gestione responsabili e trasparenti, favorisce il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività e quindi rientra nel complesso degli enti del Terzo Settore.” Si prevede inoltre l’aumento delle categorie di lavoratori svantaggiati che dovrebbero comprendere anche le nuove forme di esclusione.
Riformare il servizio civile nazionale che, assumendo la denominazione di servizio civile universale, si aprirà ai cittadini stranieri regolarmente residenti, prevederà uno status giuridico specifico per i volontari in servizio civile e modalità di accreditamento per gli enti titolari di progetto. Il progetto avrà una durata variabile tra otto mesi e un anno con possibilità di adeguamento alle esigenze di vita e lavoro del giovane volontario e potrà essere riconosciuto a fini formativi e lavorativi.
Riforma dei centri di servizio per il volontariato: i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) potranno essere gestiti non solo dalle organizzazioni di volontariato ma da tutti gli enti del terzo settore (sebbene negli organi di governo la maggioranza deve essere garantita al volontariato) e i servizi saranno erogati a tutti gli enti che si avvalgono di volontari. È inoltre prevista la costituzione di organismi di coordinamento regionali e sovraregionali con funzione di programmazione e controllo dei CSV.
Informazione, controllo e monitoraggio: l’Osservatorio nazionale per il volontariato e l’Osservatorio nazionale per l’associazionismo di promozione sociale confluiscono nel Consiglio Nazionale del Terzo Settore, un organismo di consultazione che dovrà valorizzare le reti associative di secondo livello. Le funzioni di monitoraggio, vigilanza e controllo pubblico competono al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che una volta all’anno dovrà relazionare al Parlamento sull’attività svolta. Andranno inoltre individuate modalità di autocontrollo con il coinvolgimento delle reti di secondo livello e del CSV.
Fiscalità e sostegno economico: viene prevista la semplificazione della normativa fiscale e l’istituzione di misure di supporto come alcuni strumenti di finanza sociale, l’agevolazione delle donazioni, la costituzione di un fondo presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il consolidamento del cinque mille. Viene però richiesta maggiore trasparenza alle organizzazioni del terzo settore.
Fondazione Italia Sociale (c.d. IRI del terzo settore): si prevede l’istituzione di una fondazione di diritto privato denominata Italia Sociale con lo scopo di favorire l’incontro tra i finanziatori e gli enti beneficiari dei finanziamenti.

Prime reazioni

La riforma ha ricevuto il plauso del Sottosegretario al welfare Luigi Bobba - che di terzo settore è stato per lungo tempo un importante esponente visto che in passato è stato Presidente ACLI e portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore - e di diverse organizzazioni di rappresentanza.
Stefano Tabò, presidente di CSVnet, ha evidenziato l’importanza dei cambiamenti nel funzionamento dei CSV, che ora potranno supportare tutti i volontari e non solo quelli attivi nelle organizzazioni di volontariato. Anche l’UNEBA (Unione Nazionale Enti Beneficienza e Assistenza) giudica positivamente il testo della riforma pur evidenziando una certa diffidenza verso il volontariato e il terzo settore che porta ad un eccessivo centralismo nella governance; inoltre il DDL viene ritenuto troppo vago concedendo così ampia discrezionalità al governo. Per Giuseppe Guerini, portavoce dell’Alleanza delle Cooperative Sociali, la riforma, valorizzando il potenziale economico ed imprenditoriale del terzo settore, può veramente innovare il sistema di welfare italiano, rispondendo così a numerosi bisogni sociali e creando nuove possibilità lavorative per i giovani. Positivo è anche il parere di Giuseppe Guzzetti, presidente dell’ACRI (Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa), secondo cui la riforma valorizza il ruolo del terzo settore nel sistema di welfare italiano in un’ottica di sussidiarietà.
È però opportuno evidenziare come alcuni elementi della riforma, in particolare la definizione stessa di terzo settore, l’istituto dell’impresa sociale e la Fondazione Italia Sociale, siano stati oggetto di discussione e non abbiano trovato unanime accordo né tra le forze politiche né tra le parti sociali. Inoltre, parallelamente alla riforma, sono in corso anche altri passaggi rilevanti per il terzo settore italiano su cui occorrerà capire le evoluzioni nelle prossime settimane. Ad esempio sarà interessante capire come sarà rinnovato l'accordo tra l’ACRI e le rappresentanze del volontariato per il trasferimento di risorse da parte delle Fondazioni di origine bancaria (come previsto dalla legge 266/1991), un passaggio delicato e importante considerato il ruolo dei centri di servizio per il volontariato e gli ulteriori compiti che avranno in caso di approvazione della riforma.

Riferimenti e rassegna stampa

Testo approvato dal Senato il 30 marzo 2016
Senato, via libera alla riforma del Terzo settore (Vita, 30 marzo 2016)
Riforma Terzo settore, in Aula alla Camera a maggio (Vita, 31 marzo 2016)
Uneba: è un passo avanti, ma servirebbero altre modifiche al disegno di legge (Uneba, 31 marzo 2016)
Guzzetti: bene la riforma del terzo settore (Acri, 31 marzo 2016)
Riforma Terzo settore: i CSV diventano riferimento di tutti i volontari italiani (CSVnet, 31 marzo 2016)
 
LEGGI TUTTO

venerdì 8 aprile 2016

Il ministro Lorenzin: «Chi ruba in sanità ha due colpe: ruba allo Stato e danneggia i malati»

 «Trasparenza, legalità, contrasto della corruzione devono costituire obiettivi precisi per tutti gli attori del Servizio sanitario nazionale». Lo ricorda il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in occasione della presentazione del rapporto “Curiamo la corruzione” nell’ambito della 1° Giornata nazionale contro la corruzione in sanità, da cui è emerso che in una azienda sanitaria su tre si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni.
Il settore degli appalti e quello delle assunzioni di personale sono i più a rischio. Un problema di cui il ministro Lorenzin è perfettamente consapevole, come dichiara in un comunicato: «Il tema della corruzione in sanità lo abbiamo aggredito fin dall’inizio del mio mandato, e abbiamo promosso e attuato ogni iniziativa per combattere contro criminali che, come ripeto sempre, quando rubano in sanità commettono un reato ancora più grave perché i loro atti finiscono con l’incidere in modo diretto sulla qualità di assistenza e cura delle persone più fragili. Rubano allo Stato e il loro atto diventa ancora più odioso perché commesso in danno dei malati».
Ma le cose, secondo il ministro, possono e devono cambiare. E nella nota spiega in sintesi il suo piano d’azione:
«Con l’Autorità Anticorruzione, con l’ausilio di Agenas, abbiamo recentemente lavorato per varare la nuova Sezione del Piano Nazionale Anticorruzione dedicata alla sanità. Fra qualche giorno io e il presidente Cantone sottoscriveremo un apposito Protocollo per attuare controlli congiunti per garantire la piena e puntuale attuazione del citato Piano».
E prosegue: «Grazie al vigente Patto per la salute e al programma di revisione della spesa, riusciremo ad avere nuovi strumenti contro la corruzione e recuperare ampi spazi di efficienza e di razionalizzazione dell’offerta».
I dati della recente indagine sulla corruzione non sono affatto rassicuranti e non devono aver fatto piacere al ministro, ma sono indispensabili per conoscere e contrastare il fenomeno.
«Sono convinta che il grande strumento contro la corruzione - prosegue Betarice Lorenzin -  sia la circolazione, la condivisione e dunque la trasparenza dei dati. Per questo nel Patto per la salute 2014-2016 sono stati previsti non soltanto il rafforzamento dei controlli nelle aziende sanitarie, ma anche un Patto per la sanità digitale e un piano di evoluzione dei flussi informativi del Nuovo sistema informatico sanitario.
Nella Legge di stabilità 2016 è stato introdotto l’obbligo per tutte le aziende sanitarie di effettuare acquisti in modo accentrato, tramite CONSIP o tramite le centrali uniche regionali». Lo stesso livello di trasparenza deve riguardare le modalità di assunzione del personale e dei dirigenti.
«Su mia proposta, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo in materia di conferimento degli incarichi di direttore generale nelle Aziende sanitarie.Nello specifico il decreto istituisce presso il Ministero della salute un elenco nazionale di aspiranti direttori generali, cui si accede tramite selezione sulla base di criteri meritocratici».
LINK: http://www.healthdesk.it/sanit/ministro-lorenzin-chi-ruba-sanit-due-colpe-ruba-stato-danneggia-malati

martedì 5 aprile 2016

LE ATTIVITA' AL CENTRO ANZIANI " RICORDI"






CENTRO SOCIO RICREATIVO CULTURALE PER ANZIANI “RICORDI”

                                                  PIANO DELLE ATTIVITA’ 2016
Lunedì
 
ORE 9,30 -11,00  TAI CHI*
ore 15,00 MUSICA IN COMPAGNIA
Martedì
Ore 10,00-12,00 STORIA DELL’ARTE *
Ore 15 MUSICA IN COMPAGNIA
ORE 15,00-17,00 TEATRO (presso Centro Anziani Sorriso) *
Mercoledì
Ore 9,00-10,00 Corso di Ginnastica dolce*
Ore 10,00-11,00 Corso di Ginnastica dolce*
ORE 10,00-11,00 BALLI DI GRUPPO I *
ORE 11,00-12,00 BALLI DI GRUPPO II *
Giovedì
ORE 9,00-10,00 Corso di Ginnastica dolce I *
ORE 10,00-11,00 Corso di Ginnastica dolce II *
ORE 11,00-12,00 Corso di Ginnastica dolce III *
ore 15,00 Ballo con Musica dal Vivo
Venerdì
ore 9,00/11,00 Corso di Inglese
ore 15,30 Canzoni e Pianoforte : Osvaldo - Gledas
Sabato
ore 15,30 Tombola
ore 15,00 Musica dal vivo: Donato e la sua chitarra
Domenica
ore 15,00 Ballo con musica dal vivo
Gioco Carte:Tutti i giorni da lunedì a domenica, dalle ore 15:00 alle ore 18:00
* Corsi Cooperativa Ireos offerti gratuitamente dal Comune di Milano

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Imprese sociali, riforma del Terzo Settore

Riordino del quadro normativo, con novità per le imprese sociali: riforma del Terzo Settore approvata al Senato e con testo blindato di nuovo alla Camera.
Via libera del Senato alla tanto attesa Riforma del Terzo Settore con 146 voti a favore, 74 contrari e 16 astenuti, dopo due anni di discussione e uno dall’approvazione alla Camera. Una nuova e complessa normativa che tocca aspetti giuridici, finanziari e fiscali di un mondo che conta quasi 5 milioni di volontari, oltre 390mila organizzazioni censite dall’ISTAT, 800mila posti di lavoro, 12mila cooperative e imprese sociali con una media di 10-12 addetti, 8mila fondazioni di comunità e un giro d’affari di circa 74 miliardi di euro pari al 4% del PIL. Ora la legge passa all’esame della Camera.

=> Imprese sociali: pronto il decreto di riforma

Il disegno di legge delega di “Riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e della disciplina del servizio civile universale” apporta modifiche alla legge n. 266/1966 in materia di organizzazioni di volontariato, prevedendo un nuovo schema normativo all’interno del quale dovranno operare gli Enti del Terzo Settore. Si va dalla definizione delle finalità e dell’oggetto degli Enti di Terzo settore, alla questione della revisione fiscale, al riordino in materia di Servizio Civile Nazionale, al riconoscimento della difesa non armata della patria e l’allargamento agli stranieri con regolare permesso di soggiorno.

=> Terzo settore, linee guida in Gazzetta

Tra le novità quelle relative alle imprese sociali, una delle questioni più spinose della Riforma, nel disegno di legge sono state tuttavia definite solo nelle loro linee generali, poi saranno necessari dei decreti attuativi. L’attuale testo (che viene trasmesso “blindato” alla Camera) prevede un allargamento dei settori, includendo anche forme diverse dalle cooperative mutualistiche, come le Srl e le SpA e ammettendo il concetto di remunerazione del capitale per garantire le finalità benefiche perseguite. Per il presidente di Federsolidarietà, Giuseppe Guerini:
«L’allargamento dei settori per le imprese sociali, la possibilità di attrarre capitali e finanziamenti “pazienti” (con basso rendimento e a lungo termine) per nuovi servizi, la semplificazione e la chiarezza delle procedure per acquisire la qualifica sono novità importanti che devono trovare nei decreti legislativi gli strumenti più idonei per avviare una nuova fase». «Dalla riforma ci aspettiamo l’avvio di una stagione nuova in cui i cittadini abbiano l’opportunità per auto-organizzarsi e rispondere ai propri bisogni partecipando attivamente. Mettendosi insieme per valorizzare i beni culturali e ambientali abbandonati con azioni di sviluppo locale e di promozione turistica del territorio. Con risposte innovative nel settore del welfare per affrontare le nuove povertà con percorsi integrati di inclusione sociale e lavorativa. Per progettare servizi domiciliari e residenziali per le famiglie che devono fronteggiare la crescita della non autosufficienza. Con percorsi mirati di inserimento lavorativo per le persone disabili».

=> Gestire progetti ONG: certificazioni e guida

Positiva la reazione all’approvazione in Senato del Ddl del Forum Nazionale del Terzo Settore, il cui portavoce, Pietro Barbieri, ha dichiarato:
«Molto buono l’articolo cui infine si è giunti sull’impresa sociale ed il complesso lavoro di sistematizzazione e riordino di tutto il quadro normativo che ha caratterizzato per trent’anni il nostro mondo. Rendiamo inoltre atto che il Relatore Senatore Lepri e il Sottosegretario Bobba nei delicati, ma politicamente illuminati, momenti finali, tra l’altro, hanno anche inteso introdurre norme che rinviano ai Decreti Legislativi la disciplina dell’autofinanziamento e il tema dei rimborsi spese ai volontari. Dopo tante vicissitudini, si è finalmente chiuso anche il capitolo delle coperture per il DDL, che sembrerebbero certe e stabili.
In un testo complessivamente positivo, certamente rimangono alcune zone d’ombra e qualche dubbio, che però confidiamo di fugare durante la fase di redazione – auspicando tempi rapidi per il nuovo passaggio del DDL alla Camera dei Deputati – dei decreti legislativi, momento decisivo per delineare lo schema normativo effettivo in cui gli Enti di Terzo Settore dovranno operare, e nel cui iter chiediamo, come rappresentanti dei destinatari delle norme, di poter essere ancora coinvolti e ascoltati. Il Forum, come sempre in questi due lunghi e tormentati anni di gestazione della Riforma è pronto a fare la sua parte, con serietà e responsabilità, nell’interesse di tutto il Terzo Settore italiano».
Fonte: Senato.it.

venerdì 1 aprile 2016

I Senior Ortisti di Via Canelli non si fermano mai

Dicono che da anziani si può solo aspettare...
Agli Orti ho capito che è  ancora possibile sognare.
Laura
by Libro Parole.....


ECCO IL PROGRAMMA DEGLI INCONTRI:
13 appuntamenti aperti alla  cittadinanza




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