martedì 14 novembre 2017

SENIOR IN PIAZZA



AL VIA UNA PETIZIONE AL COMUNE MILANO - MUNICIPiO3 PER UN LUOGO CULTURALE PER GLI ABITANTI NEL QUARTIERE PORTA VENEZIA CON BIBLIOTECA E CENTRO D’INCONTRO PER ANZIANI
INFO anzianiipiazza@libero.it

mercoledì 8 novembre 2017

Pensioni, rivalutazione dal 2018


Rivalutazione pensioni dal 2018, come si calcola l'indicizzazione scaglione per scaglione: le regole per i diversi assegni previdenziali e il nuovo meccanismo dal 2019.

Le pensioni nel 2018 saliranno dell’1,2%, per recuperare l’inflazione misurata dall’ISTAT: dopo due anni in cui l’indice dei prezzi è rimasto piatto, l’indicizzazione torna a far salire gli assegni previdenziali. Il meccanismo di rivalutazione è previsto dalla legge 147/2013 (comma 483), in vigore fino a fine 2018, in base al quale recuperano l’inflazione in misura piena solo le pensioni fino a tre volte il minimo. La finanziaria 2014 (legge 147/2013) aveva stabilito le regole della rivalutazione parziale per il triennio al 2016, prorogate al 2018 con la legge 208/2015.


Per l’ufficialità sugli incrementi 2018 bisogna attendere un apposito decreto ministeriale, nel frattempo vediamo come si calcola l’aumento per i diversi trattamenti previdenziali.

  • Pensioni fra tre e quattro volte il minimo:
    si rivalutano al 95%, aumento dell’1,14%
  • Pensioni fra quattro e cinque volte il minimo:
    adeguamento al 75%, rivalutazione dello 0,9%
  • Pensioni fra cinque e sei volte il minimo:
    indicizzazione al 50%, aumento dello 0,6%
  • Pensioni  sopra sei volte il minimo:
    indicizzazione al 45%, aumento dello 0,54%
    Attenzione: sulle pensioni 2018 bisognerà calcolare il conguaglio della maggior rivalutazione 2015, anno in cui gli assegni sono stati superiori dello 0,1% rispetto all’inflazione (l’indice provvisorio 2014 era pari allo 0,3%, l’inflazione effettiva è stata poi allo 0,2%, il recupero non è stato ancora effettuato perché negli anni successivi l’inflazione era pari a zero, e di conseguenza l’indicizzazione avrebbe comportato un abbassamento degli assegni previdenziali che è stato evitato).
    Dal 2019, ricordiamo, torna il vecchio meccanismo di indicizzazione previsto dalla legge 388/200:

  • rivalutazione è al 100% fino a tre volte il minimo,
  • al 90% fra tre e cinque volte il minimo,
  • al 75% per i trattamenti più alti.
    Per il resto,ricordiamo che dal 2018 si rivaluta interamente anche il trattamento minimo che passa a 507,92 euro al mese (dagli attuali 501,89), così come la pensione sociale che arriva a 373,69 euro al mese ed il trattamento assistenziale per gli ultra65enni privi di reddito, che sale a 453,45 euro.

martedì 31 ottobre 2017

Comune di Milano, dal bilancio partecipativo 4,5 milioni di euro ai cittadini per realizzare progetti nei quartieri - ECO dalle CITTA'

Immagine: Comune di Milano, dal bilancio partecipativo 4,5 milioni di euro ai cittadini per realizzare progetti nei quartieri

Comune di Milano, dal bilancio partecipativo 4,5 milioni di euro ai cittadini per realizzare progetti nei quartieri
L’edizione 2017, denominata “Dall’idea alla città”, è rivolta a tutta la popolazione residente nel Comune di Milano e a chiunque abbia un rapporto continuativo con il territorio comunale per ragioni di studio, lavoro o domicilio, a partire dai 16 anni di età e di qualunque nazionalità. C'è tempo fino al 30 novembre

05 ottobre, 2017
Il 30 settembre ha preso ufficialmente il via la prima fase del nuovo Bilancio partecipativo del Comune di Milano.

L’edizione 2017, denominata “Dall’idea alla città”, offre ai cittadini la possibilità di realizzare un progetto per il proprio quartiere. L’iniziativa è rivolta a tutta la popolazione residente nel Comune di Milano e a chiunque abbia un rapporto continuativo con il territorio comunale per ragioni di studio, lavoro o domicilio (i cosiddetti city users), a partire dai 16 anni di età e di qualunque nazionalità. A disposizione dei progetti ci sono ci sono 4,5 milioni di euro, 500mila per ogni singolo Municipio.

A partire da oggi (sabato 30 settembre) e fino al 30 novembre, collegandosi al sito www.bilanciopartecipativomilano.it - accedendo all’area dedicata “Crea la tua proposta” - si potrà avanzare la propria idea per la realizzazione di un’opera pubblica che dovrà riguardare un solo Municipio, anche diverso da quello di appartenenza, con un costo compreso tra 100mila e 500mila euro (non sono ammesse proposte riguardanti l’erogazione di servizi o contributi). Le varie proposte dovranno essere supportate dai cittadini e le più votate passeranno alla seconda fase di valutazione tecnica e di co-progettazione, che si svolgerà tra novembre 2017 e febbraio 2018.

Il processo partecipativo proseguirà quindi con la votazione dei progetti prevista a marzo 2018 e con la quarta e ultima fase di Monitoraggio sull’esecuzione dei progetti finanziati.




Le 4 fasi in pillole:

1. Crea una proposta

Settembre – Novembre 2017: cittadini e city users si registrano su www.bilanciopartecipativomilano.it e caricano la propria proposta. Le proposte pervenute vengono vagliate dall’Amministrazione comunale che, prima di procedere alla pubblicazione online, ne verifica la compatibilità con le regole del bilancio partecipativo. Sul sito sono presenti un form per ottenere assistenza da altri utenti e dagli amministratori e informazioni sui costi delle opere pubbliche. Gli utenti registrati possono esprimere sostegno per le proposte presentate da altri cittadini.

2. Valutazione e co-progettazione delle proposte

Novembre 2017 – febbraio 2018: le proposte che per ciascun Municipio avranno ricevuto il maggior numeri di supporti passeranno alla seconda fase, la co-progettazione. Una Commissione tecnica valuterà la fattibilità degli interventi proposti e stabilirà, per ciascuna delle proposte ammissibili, una stima del costo dell’intervento. I cittadini proponenti collaboreranno con la Commissione tecnica per definire i dettagli e le conseguenti stime di costo della proposta. Sarà ammesso a questa fase un numero di proposte per ogni Municipio di un valore pari a un milione di Euro, il doppio del budget a disposizione di ciascun Municipio.

3. Votazione dei progetti
 
Marzo 2018: si apre la fase del voto per i cittadini, che si avvarrà sempre della piattaforma www.bilanciopartecipativomilano.it. Potranno essere attivate postazioni assistite presso i Municipi, le Case delle Associazioni, le Biblioteche comunali e altri spazi che vogliano offrire supporto al processo. Ciascun cittadino potrà votare fino ad un massimo di 3 progetti, di qualsiasi importo e in qualsiasi Municipio. La graduatoria dei progetti sarà definita sulla base del numero di preferenze ottenute.

4. Monitoraggio dei progetti finanziati

A partire da Giugno 2018: un costante monitoraggio accompagnerà tutta la durata della realizzazione dei progetti. I dati e le informazioni relativi all’avanzamento dei lavori saranno pubblicati sul sito www.bilancipartecipativomilano.it, dove già oggi si trovano le informazioni relative allo stato di avanzamento dei progetti selezionati con il bilancio partecipativo 2015, che verranno tutti ultimati. I nuovi progetti saranno realizzati in ordine di graduatoria, sino all’esaurimento del budget a disposizione secondo le normali procedure di realizzazione delle opere pubbliche. L’impiego degli eventuali residui sarà negoziato insieme tra cittadini proponenti, Amministrazione comunale e Municipi.

BONUS COMUNALE E BONUS MUNICIPALE

I progetti avranno la possibilità di vedersi attribuito un coefficiente premiale del 10 per cento, da applicare sul numero dei voti ottenuti dai progetti. Due i bonus a disposizione, cumulabili tra loro: uno assegnato dal Comune e uno attribuito da ciascun Municipio. Il bonus comunale “Milano accessibile” sarà attribuito a tutti i progetti coerenti con i principi di accessibilità urbana, secondo i criteri definiti nel Patto di Partecipazione, il documento che regola il processo partecipativo disponibile su www.bilanciopartecipativomilano.it.

Il bonus municipale, invece, è stato deliberato dai 9 Consigli Municipali. I criteri di attribuzione e gli obiettivi dei 9 bonus municipali sono consultabili sul sito del Bilancio Partecipativo www.bilanciopartecipativomilano.it/content/view/9




Comune di Milano, dal bilancio partecipativo 4,5 milioni di euro ai cittadini per realizzare progetti nei quartieri - ECO dalle CITTA': L’edizione 2017, denominata “Dall’idea alla città”, è rivolta a tutta la popolazione residente nel Comune di Milano e a chiunque abbia un rapporto continuativo con il territorio comunale per ragioni di studio, lavoro o domicilio, a partire dai 16 anni di età e di qualunque nazionalità. C'è tempo fino al 30 novembre

Bonus 80 euro: aumentano limiti di reddito e la platea dei beneficiari

Ecco i nuovi limiti di reddito previsti a partire dal 1° gennaio 2018 e chi potrà richiedere il bonus Renzi di 80 euro

31 ottobre 2017 - Una delle ultime novità della legge di Bilancio 2018 è l’aumento di 600 euro della soglia utile per il cosiddetto bonus Renzi. In pratica, il bonus 80 euro è stato confermato nel 2018 e con tetti più alti per includere una platea più ampia di beneficiari.
Nuove le soglie di reddito, che passano rispettivamente da 24 mila a 24.600 e da 26 mila a 26.600. In questo modo sarebbero salvi gli 80 euro anche per i dipendenti pubblici alla luce degli aumenti degli stipendi statali. Nessuna novità, invece, per chi ha uno stipendio basso, sotto gli 8mila euro annui: per questi lavoratori il diritto al bonus Renzi non c’è e non ci sarà, considerando che la detrazione per reddito da lavoro dipendente, sotto questa soglia di reddito, supera l’Irpef.
BENEFICIARI – A partire dal prossimo 1° gennaio 2018 potranno beneficiare del bonus Renzi:
  • in misura piena, i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato con redditi fino a 24.600 euro;
  • in misura parziale e proporzionata al proprio reddito i lavoratori dipendenti statali e privati fino a 26.600.
REGOLE E COSA CAMBIA – I requisiti di reddito specificati nel D.L. 66/2014 e in vigore attualmente sono i seguenti:
  • reddito inferiore a 8 mila euro: 0 euro;
  • reddito compreso tra 8 euro e 24 mila euro: 960 euro all’anno di bonus;
  • reddito tra i 24 mila e i 26 mila euro: 26.000 – reddito complessivo/2000 x 960.
A partire dal prossimo anno, la Legge di Bilancio 2018 cambia gli ultimi due punti e i requisiti di reddito potrebbero essere i seguenti:
  • reddito compreso tra 8 mila euro e 24.600 euro: 960 euro all’anno di bonus;
  • reddito tra i 24.600 e i 26.600 euro: 26.600 – reddito complessivo/2000 x 960.
A CHI NON SPETTA – Nel caso in cui in sede di dichiarazione dei redditi i lavoratori dipendenti statali e del settore privato dovessero superare le soglie di reddito previsto la legge prevede la restituzione completa del bonus Renzi di 80 euro. Stesse regole anche per chi non supera il reddito di 8 mila euro e quindi non è titolare del diritto a beneficiare del credito Irpef in busta paga.

venerdì 27 ottobre 2017

Sabato tra i giardini di Villa Lonati

Milano, 27 ottobre 2017 – Domani, sabato 28 ottobre, giornata di attività ad ingresso libero nella
cornice della quattrocentesca Villa Lonati. Dalle ore 9:30 alle 18 l’iniziativa “Girotondo di fiori e sapori dal mondo” permetterà ai cittadini di partecipare a laboratori, degustazioni, giochi e visitare le serre nelle quali crescono colorate piante provenienti dai quattro continenti.
Ad accompagnare i visitatori alla scoperta della grande varietà di specie vegetali presenti nel giardino, saranno i volontari del progetto “Comunemente Verde”. Le attività sono a cura di A.di.P.A., della Sezione Didattica Scuola e Ambiente comunale, della scuola Sester e dei Laboratori di Cucina del Comune di Milano.
Villa Lonati ospita gli uffici dell’Area Verde Agricoltura e Arredo Urbano e nelle sue serre si coltivano le piante utilizzate dal Comune per cerimonie e arredo urbano cittadino. Oltre alle aperture in occasione di particolari eventi, vengono organizzati percorsi dedicati alle scuole e corsi per la formazione professionale di operatore del verde.


giovedì 26 ottobre 2017

L'AGENZIA DELLE ENTRATE SANZIONA CHI ORGANIZZA GITE, VIAGGI ED ESCURSIONI SENZA LICENZA



«GITE, VIAGGI ED ESCURSIONI »
«L'agenzia delle entrate sanziona chi organizza gite anche di un giorno organizzate da associazioni di promozione sociale , amici, parrocchie e chiunque decida di "organizzare" un viaggio anche breve di una giornata ed escursioni SENZA LICENZA»  

"L'AGENZIA DELLE ENTRATE è stata molto chiara in merito all'organizzazione dei pacchetti turistici, considerati tali anche le gite di un giorno organizzate da associazioni di volontariato L. 266/91, amici, parrocchie e chiunque decida di "organizzare" un viaggio anche breve di una giornata. Per svolgere l'attività di organizzazione di tale viaggio è OBBLIGATORIA la licenza di agenzie di viaggio e turismo, (di cui all’art. 9, L. 17.5.1983, n. 217), che organizzano e vendono i pacchetti turistici (art. 2, D.Lgs. 17.3.1995, n. 111) costituiti da viaggi, vacanze, circuiti tutto compreso e connessi servizi, convegni e simili manifestazioni incluse, dietro pagamento di un corrispettivo unitario. Tali regole valgono anche per gli organizzatori di giri turistici, cioè qualsiasi soggetto (associazione, ente pubblico o privato, ecc.) che pone in essere e mette a disposizione dei viaggiatori pacchetti turistici (secondo la definizione di cui al comma 1 del citato art. 74-ter, D.P.R. 633/1972), anche se realizzati nell’arco della stessa giornata (escursioni, visite alla città e simili), svolgendo quindi attività equiparabili a quelle delle agenzie di viaggio e turismo vere e proprie, ai fini della disciplina tributaria applicabile. Le attività di organizzazione e vendita di pacchetti turistici rientrano nell'applicazione del regime speciale IVA 74Ter, (comma 1 dell’art. 74-ter, D.P.R. 633/1972), pertanto SOLO le agenzie di viaggi e turismo SONO AUTORIZZATE ad emettere regolare fattura ed incassare per l'organizzazione di tali viaggi. Tutti gli altri soggetti non sono in regola né con le normative di rispetto del contratto di viaggio (e relative responsabilità) e né tanto meno con il FISCO. Chi decida di improvvisarsi "agenzia di viaggi e turismo" nell'organizzare anche solo gite senza una regolare licenza, dovrà tenere conto di tutte le conseguenze legali, penali e fiscali a cui andrà incontro. Alla stessa maniera chi acquista un viaggio, un tour o una gita deve preoccuparsi di richiedere un contratto di viaggio e verificare che l'organizzatore abbia licenza di agenzia viaggi e turismo  "
Scarica e apri il documento in formato PDF (dimensione 204KB)

domenica 1 ottobre 2017

11° APERITIVO DELL'ORTISTA

Musica negli Orti di Via Canelli
con il Golfo Mistico Quintino Di Vona
DOMENICA 1° OTTOBRE 2017 h 10,30
gli orti sono aperti e visitabili..




























Ti potrebbe anche interessare
ORTI DI VIA CANELLI-APERITIVO DELL'ORTISTA
LINK
http://anzianiinformazionionline.blogspot.it/2015/10/orti-di-via-canelli-aperitivo.html

mercoledì 27 settembre 2017

Riforma pensioni 2018: ecco la proposta unitaria

Focus su previdenza donne e giovani, APe Social e Precoci, lavori usuranti e gravosi, blocco età pensionabile
Adeguamenti alle aspettative di vita, parità di genere, giovani, previdenza complementare, correttivi APe Sociale e pensione anticipata precoci: sono tra i punti chiave delle proposte di Cgil, Cisl e Uil presentate al Governo nell’ambito della fase due del negoziato sulla Riforma Pensioni. Un confronto che, si legge nel documento approvato dalle tre sigle confederali e ripreso dal sito delle piccole-medie imprese pmi.it, “pur avendo fatto registrare alcuni, parziali, elementi di avanzamento, al momento sta evidenziando significative distanze, anche su elementi particolarmente rilevanti”, che i sindacati si augurano possano essere superate nel corso della trattative. Il confronto proseguirà all’inizio di ottobre, e il Governo ha a più ripreso fatto sapere che l’accoglimento delle proposte dipenderà in gran parte della risorse disponibili in Legge di Stabilità 2017.
Per quanto riguarda l’Ape sociale e la pensione precoci, si propone innanzitutto di eliminare alcune criticità emerse nel corso di questo primo anno di applicazione, ad esempio consentendo l’accesso anche ai disoccupati senza ammortizzatori sociali, o che restano senza lavoro per scadenza del contratto a termine. Sempre in materia di APe Sociale, i sindacati chiedono un’ulteriore riduzione contributiva riservata alle lavoratrici madri, pari a un anno per ogni figlio, fino a un massimo di tre anni.
Per quanto riguarda le mansioni gravose, si propone di ampliare le categorie di lavoratori previste e di rendere più accessibile il criterio temporale: non più sei anni negli ultimi sette anni, ma nell’arco degli ultimi dieci anni. Si chiede anche di semplificare la procedura di richiesta, in particolare per quanto riguarda le certificazioni sull’effettivo svolgimento delle mansioni gravose. Ricordiamo che lo svolgimento dei lavori gravosi, in base alla Riforma Pensioni già operativa, consente l’accesso all’APe sociale e alla pensione anticipata precoci (in questo caso, bisogna anche avere un anno di contributi versati entro i 19 anni d età, e 41 anni di contributi versati). Chiesto anche l’abbassamento a 30 anni del requisito contributivo per l’accesso all’APe sociale, equiparandolo quindi alle altre categorie (attualmente per i lavoratori con mansioni gravose ci vogliono 36 anni di contributi).
Infine, viene sollecitata l’approvazione dei provvedimenti attuativi che consentano di utilizzare il nuovo cumulo gratuito anche agli iscritti alle casse professionali.
Le altre richieste dei sindacati riguardano nuove misure di flessibilità in uscita, a partire dal blocco degli adeguamenti automatici alle aspettative di vita a partire dal 2019 (quando dovrebbe esserci il prossimo scatto). Nel dettaglio, la richiesta è si avviare un negoziato specifico per rivedere l’attuale meccanismo, individuando anche criteri che misurino il diverso impatto delle attività lavorative sulla speranza di vita.
Diverse proposte a favore della pensione delle donne: maggiorazione contributiva per la maternità, un anno di anticipo sulla pensione di vecchiaia per ogni figlio (anche adottato), fino a un massimo di tre, oppure in alternativo un coefficiente più alto di trasformazione della pensione. Per lavoratrici e lavoratori che assistono il coniuge, il partner in unione civile, oppure un parente di primo o secondo grado con handicap grave, chiesto un anno di anticipo pensionistico ogni cinque anni di cura. Contribuzione più favorevole per le donne che svolgono lavoro domestico, e in generale valorizzazione contributiva del lavoro di cura familiare.
Il pacchetto giovani prevede la riduzione dell’importo richiesto per avere diritto alla pensione di vecchiaia (pari all’assegno sociale, dall’attuale soglia di una volta e mezzo), e di quello per la pensione anticipata nel contributivo (a 63 anni e sette mesi con 20 anni di contributi), attualmente a 2,8 volte il minimo. Per coloro che andranno in pensione con il contributivo (quindi, che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996), si chiede una pensione di garanzia e una più favorevole graduazione della quota di pensione deducibile dal reddito. Infine, si propone al valorizzazione ai fini contributivi di periodi di formazione.
Altre proposte:
  • interventi per il rafforzamento della previdenza complementare;
  • separazione della spesa assistenziale da quella previdenziale;
  • ripristino perequazione trattamenti pensionistici;
  • TFR e TFS dipendenti pubblici senza posticipo in caso di APe sociale o adesione alla RITA, rendita integrativa temporanea anticipata;
  • semplificazione procedure per pensione lavori usuranti;
  • opzione donna e ottava salvaguardia esodati: verifica risorse non utilizzate e impiego per risolvere problematiche aperte;
  • revisione della governance degli enti previdenziali.
Leggi anche:Riscatto pensionistico della laurea. NovitàStatali, verso un maxi-concorso per assumere giovaniLegge 104, assegno di 1900 euro e nuovi beneficiIn pensione a 70 anni: attenzione al requisito trappolaAi parlamentari 140mila euro di pensione. Il quadruplo del versatoRITA a 5 anni dalla pensione. Il governo ci pensa
Dal 2018 donne in pensione a 66 anni come gli uomini
Pensione? Anticipata con l’Ape: ma quanto peserà la rata?Riforma delle pensioni nella prossima legge di Stabilità
            
                                  

lunedì 25 settembre 2017

CHI FRENA L'ACCESSO AI DOCUMENTI CONDOMINIALI?



1.Anagrafica condominiale;
2.Registro dei verbali di assemblea;
3.Registro di cassa contabilità;
4.Estratto c/c bancario ;
5.Prospetto fondi liquidi a chiusura gestione ..
 

sabato 23 settembre 2017

Assemblea Condominiale:Cinque cose da verificare

COSA CHIEDERE ALL'AMMINISTRATORE DEL CONDOMINIO

1.Anagrafica condominiale
L'amministratore dovrà,  "curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento  comproprietario con …), comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza".
2.Registro dei verbali di assemblea e delle nomine e revoca dell'amministratore
Nel registro dei verbali delle assemblee sono altresì annotate: le eventuali mancate costituzioni dell'assemblea, le deliberazioni nonché le brevi dichiarazioni rese dai condomini che ne hanno fatto richiesta; allo stesso registro è allegato il regolamento di condominio, ove adottato.

3.Registro di cassa contabilità
Nel registro di contabilità sono annotati in ordine cronologico, entro trenta giorni da quello dell'effettuazione, i singoli movimenti in entrata ed in uscita. Tale registro può tenersi anche con modalità informatizzate
4.Estratto c/c  bancario
Le registrazioni nel c/c debbono coincidere con quelle del registro cassa salvo le disponibilità non versate in banca e i pagamenti  in contanti ( piccole spese)

5.Rendiconto  di gestione ( periodo finanziario di riferimento)+prospetto fondi liquidi a chiusura gestioneLa Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: Assemblea Condominiale:Cinque cose da verificare: 1.Anagrafica condominiale L'amministratore dovrà,  " curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le ge...

domenica 17 settembre 2017

Torneo di Burraco a coppia alla bocciofila di via Morgagni







Il burraco è un gioco di carte della famiglia della pinnacola di cui si troverebbero le origini in Italia nella metà degli anni quaranta. Si gioca con due mazzi di carte francesi, comprensivi dei quattro jolly, i quattro giocatori si affrontano in due coppie. Altre versioni dipendono dal numero dei giocatori: è possibile giocare singolarmente, a squadre ed esiste una variante del gioco con tre giocatori.

Sulla locandina in bacheca è scritto: " La premiazione dei vincitori avverrà il 24 settembre 2017..

Ci sarà anche una esposizione di quadri,libri,oggetti d’antiquariato.

La cittadinanza della zona è invitata ad assistere alle gare e alla premiazione .

Seguirà un rinfresco “

ALCUNI SCATTI




 
 
 

 
 
 
 













giovedì 14 settembre 2017

23 settembre-Festa di inaugurazione del Giardino Condiviso San Faustino


RICEVIAMO E VOLENTIERI DIFFONDIAMO 
Care cittadine, cari cittadini,
 
Con piacere vi invitiamo a partecipare alla grande festa di inaugurazione del Giardino Condiviso San Faustino. 
Un'area di 17.900 mq, inutilizzata da anni all'Ortica, che ora verrà restituita ai cittadini grazie al coinvolgimento delle prime cinque associazioni - SOS Randagi, il Melograno, Cascina Biblioteca, SPI CGIL e Green Island - che se ne prenderanno cura, con il supporto del Municipio 3, aprendola al quartiere.
 
Sabato 23 settembre dalle 9 del mattino al tramonto si potrà prendere parte a giochi e attività didattiche, lezioni di dog-training, gare amichevoli di sport integrato, workshop su casette per uccelli e apicoltura urbana, degustazioni di miele e piccoli concerti in acustico. In allegato il ricco programma della giornata.
 
Alle 17.30 in particolare brinderemo tutti insieme - associazioni, cittadini e rappresentanti del Municipio 3 - per festeggiare la nascita di questo nuovo spazio restituito alla città.
 
Ricordiamo a chi fosse interessato a collaborare alle attività, a proporre nuovi progetti o a candidarsi come assegnatario di una porzione dell’area che l’avviso pubblico per manifestare interesse a partecipare al progetto rimane aperto e disponibile a questo link sul sito del Municipio 3. 
 
Vi aspettiamo numerosi!
 
Caterina Antola
Presidente Municipio 3
 Antonella Bruzzese
Assessore a Urbanistica ed edilizia, spazio pubblico e arredo urbano, verde e ambiente, mobilità locale Municipio 3
 Dario Monzio Compagnoni
Presidente Commissione Territorio

POTREBBE ANCHE INTERESSARTI

mercoledì 13 settembre 2017

LETTERA APERTA DI UNA CITTADINA MILANESE

RICEVIAMO E VOLENTIERI DIFFONDIAMO
Milano 13 settembre 2017


Oggi, passando alle ore 16 da piazza Duomo,ho avuto la sorpresa di trovare la galleria transennata e presidiata dai vigili urbani per impedire alle persone di entrarvi.
Alla mia richiesta di chiarimenti mi è stato risposto dalle forze dell’ordine che, in concomitanza con i 150 anni di fondazione della galleria ,Carlo Cracco vi avrebbe in serata inaugurato il suo nuovo ristorante, ragione per cui….
Mi chiedo se sia legittima da parte del Comune di Milano la concessione dell’intera galleria  ad un trattore,sia pure ormai famoso come intrattenitore televisivo o testimonial delle patatine San Carlo o di bagni e cucine Scavolini , o se ciò non sia un insulto alla Cultura, all’Intelligenza, al Buonsenso dei Milanesi.
Una cittadina di Milano

lunedì 11 settembre 2017

:TAGLIATI TRE PINI -ACCADE IN UN CONDOMINIO DI CREMENO



Abbattere un albero senza permesso che cosa succede?
Ma cosa succede se si taglia un albero senza la dovuta autorizzazione? Come premesso, sono previste sanzioni fino a 498 euro per ogni pianta abbattuta senza permesso. In più vi è l’obbligo di sostituire l’albero e ogni ufficio del Verde può pretendere richieste particolari.

Per esempio, un cittadino di Parma che ha abbattuto (nella sua proprietà privata) due alberi dal tronco di 135 e 180 cm, non solo ha dovuto sostenere una multa di circa 350 euro ma ha dovuto provvedere alla messa a dimora di 32 nuovi alberi nell’area in cui sono state tagliate le due prime piante.

Chiunque può segnalare un abuso. Qualsiasi cittadino può denunciare chi esegue un abbattimento senza permesso



TI POTREBBE ANCHE INTERESSARE
>ILCOMUNE DI CREMENO RICADE IN ZONA SISMICA 3
>Aggiornamento delle zone sismiche in Regione Lombardia
La Voce dei Condomini BLOG di Leonardo Donofrio: TAGLIATI TRE PINI -ACCADE IN UN CONDOMINIO DI CREM...: Abbattere un albero senza permesso che cosa succede? Ma cosa succede se si taglia un albero senza la dovuta autorizzazione?  Come pre...

giovedì 7 settembre 2017

Bollette, attenti alla truffa del Pod: come funziona

Basta fornire i dati del POD e del PDR per cadere nella truffa della bolletta elettrica e del gas


Una nuova truffa rischia di mietere nuove vittime tra gli italiani, spesso anziani, che in buona fede o per distrazione non prestano molta attenzione e si ritrovano abbonati a sorpresa a nuovi servizi di energia elettrica e gas senza mai averne fatto richiesta.
Si tratta della cosidetta “truffa del POD”, con inconsapevoli utenti che vengono raggirati per telefono o addirittura sul pianerottolo di casa, allettati dall’ipotesi di poter risparmiare sulle bollette: ecco come funziona la truffa e come fare per evitare brutte sorprese.
COME FUNZIONA – POD e PDR sono rispettivamente i codici identificativi dell’utenza di luce o gas, solitamente riportati nella parte superiore della bolletta. Insieme ai dati personali dell’utente, sono proprio questi codici a consentire ai truffatori di intestare sul filo della legge al cittadino ignaro nuove tipologie di contratto o, addirittura, a permettere il cambio di gestore. Approfittando della buona fede degli utenti meno accorti, i malfattori tenteranno quindi di carpire questi dati per truffarli. Come? Ci sono due modi: al telefono, attraverso un call center, o letteralmente sul pianerottolo di casa.
AL TELEFONO –  La vittima prescelta del raggiro viene contattata telefonicamente da un call center che, a nome di un generico “principale gestore italiano di luce (o gas)”, ha bisogno di un chiarimento sui dati dell’utente e sui suoi codici identificativi. Il motivo? L’utente, sempre secondo l’addetto al call center, “paga troppo”. Da qui la richiesta: “Se mi fornisce il codice facciamo un controllo, rimettiamo a posto le cose e le applichiamo una tariffazione più conveniente”. Inutile dire che si tratta di un falso e che la generica “azienda” sta solo tentando di fregare il povero malcapitato. Cosa fare quindi? Semplicemente evitare sempre di fornire dati sensibili e codici utente, salutare e attaccare subito il telefono. L’azienda fornitrice delle utenze, infatti, è già al corrente di questi dati e non chiamerà mai per chiederveli nuovamente. Ma non basta. In certi casi infatti, soprattutto quando le telefonate sono fin troppo numerose, è bene avvertire dell’accaduto la società di luce o gas, che provvederà a segnalare gli episodi alle autorità competenti.
SULLA PORTA DI CASA – Solitamente giovani, ben curati, sorridenti e dotati di una buona parlantina. A chi non è mai capitato di ricevere una visita da parte di ragazzi (maschi in maggioranza) che, con modi garbati e tanta gentilezza, si presentano come ‘addetti’ o ‘operatori’ dell’azienda del gas o della luce? Magari anche dotati di cartellino di riconoscimento che tuttavia, guarda caso, non corrisponde quasi mai alla società che viene menzionata alla presentazione. Ebbene, come dietro alla cornetta telefonica, così anche dietro un sorriso può nascondersi un pericolo. La tecnica è la stessa del call center: chiedere di vedere l’ultima bolletta dell’energia o del gas per capire se l’importo sia anomalo e se, in alcuni casi, sia presente sulla fattura un codice non meglio specificato, indice che l’utente ancora una volta sta pagando troppo. Una rapida occhiata e il gioco è fatto.
COME DIFENDERSI– È solo necessario non consegnare mai la bolletta con allegati codice POD o PDR a chi abbiamo davanti né tantomeno firmare qualsivoglia documento anche se al momento può sembrare incredibilmente vantaggioso: basta pochissimo infatti perché si caschi in un vortice di contratti non richiesti, stipulati con gestori mai contattati, dal quale è poi difficilissimo uscire. Almeno senza pagare penali.
In collaborazione con Adnkronos

sabato 2 settembre 2017

Lo storico "Cafè Garibaldi" riaprirà i battenti d...

Il Caffè Garibaldi,dopo un lungo periodo di declino,torna alle origini con
la riapertura delle  sale destinate a dibattiti e convegni, una libreria ... reading, danza, degustazioni di cibi e vini, incontri con produttori e tanto altro ancora.

NUOVA GESTIONE DAL 2018


San Fele24ore: Lo storico "Cafè Garibaldi" riaprirà i battenti d...: Il C affè Garibaldi, dopo  un lungo periodo  di  declino , torna alle origini con la  riapertura  delle  sale destinate a  dibattiti  e co...

giovedì 24 agosto 2017

STORIA DI SAN FELE. Riscoprire la storia per aprirsi ad un nuovo presente e un nuovo futuro

FOCUS  BY EMAIL  scrivere a anzianiinpiazza@libero.it


San Fele è un comune di circa 3.500 abitanti della provincia di Potenza. È situato nella parte Nord-Occidentale della Basilicata e fa parte della Comunità Montana del Vulture. È un comune prettamente rurale. Ricordato per la nascita di San Giustino de Jacobis e per la presenza di uno dei maggiori santuari lucani: Santa Maria di Pierno. Come tutti i paesi del Mezzogiorno, San Fele ha subito una forte emigrazione, che si può suddividere in due fasi. La prima quella che va dalla seconda metà del XIX secolo al Primo Dopoguerra. In questa circostanza le mete erano oltre oceano, ossia l’America (in particolare Brasile, Argentina, Stati Uniti e Canada)La seconda invece va dal Secondo Dopoguerra fino al giorno d’oggi. Nei primi decenni, cioè quelli del Boom Economico, le famiglie si trasferirono soprattutto verso Svizzera (in particolare nei dintorni di Lucerna e Zurigo) Germania, Belgio e Nord-Italia (in particolare Piemonte, Lombardia e Toscana). L’emigrazione degli ultimi anni è costituita da giovani che raggiungono le più importanti città italiane (in particolare Torino, Milano, Firenze, e Roma)Storia del paese
Nel lontano 1139, il paese divenne una Baronia ed ebbe il suo stemma: uno scudo sannitico su cui sono disegnati tre monti.
Il territorio del comune di San Fele, in epoche lontane, prima che vi fossero costruiti il castello (969 d.C) e le abitazioni (1036 – 1037 d.C) fu abitato dagli Ausoni, un popolo che si pensa provenisse dall’Asia.
LEGGI TUTTO
Link : https://archivioiuniscuola.blogspot.it/2017/08/storia-di-san-fele.html